L'unico dato reperibile per quanto riguarda Clavesana fu uno
stemma eseguito in acquerello dall'ing. Filippi verso il 1880
figurante nell'albo pretorio del comune.
Il Filippi raffigurò uno scudo a fondo azzurro con due
chiavi d'oro incrociate e sormontate da una "C" in
nero. Lo scudo, contornato da due rami, uno di alloro e uno
di quercia, porta in alto una corona formata da un cerchio di
mura sormontate da quattro merli guelfi.
L'azzurro e l'oro dello stemma non furono introdotti a caso:
essi erano i colori dei primi signori di Clavesana, i marchesi
aleramici discesi da Ugone.
Il comune di Clavesana, quando sorse in contrasto con i diritti
feudali dei vari signori succeduti agli antichi marchesi,
volle affermare che le ragioni di sovranità di quei
primi erano passate al comune che inalberò quindi nel
suo gonfalone i loro colori araldici (come fece ad esempio
anche Bricherasio che prese il leone rampante in campo d'argento
dei suoi primitivi signori Anscarici, inscrivendo in alto
"I. D." che sta per "Primus Dominus").
Se è facile scoprire l'origine dei colori dello stemma,
assai più incomprensibili risultano gli altri due elementi:
le chiavi incrociate e la "C". Il Bollea li riferisce
ad un errore toponomastico commesso nel XVII sec. da mons.
Agostino della Chiesa il quale pensò che il nome Clavesana
derivasse da un antico "Clavis Januae" (Chiave di
Genova). Ciò non è possibile perché se
il suffisso "ana" può corrispondere a "Januae",
non altrettanto si può dire per "Clavis".
Infatti la base latina "Clavis" si è trasformata
nel dialetto locale in "ciau" o "ciav"
e se l'ipotesi di Agostino della Chiesa fosse esatta questo
toponimo si pronuncerebbe "Ciausana" oppure "Ciavesana".
Inoltre Clavesana si trova in una posizione geografica tale
da non rappresentare alcun punto strategico sulla via per
Genova.
Il nome del paese deriva invece, secondo uno studio del prof.
Pietro Massia, dalla base "Calvisiana", nome di
una "gens " che nel Piemonte meridionale ricorre
frequentemente nelle lapidi gentilizie romane. Il nome "Caivisiana"
(trasformatosi poi in "Clavisiana" per un fenomeno
di presonanza o di metatesi e in seguito ancora in "Clavesana"
per un indebolimento delle "i") era in origine un
aggettivo retto da "villa" o "domus" e
significava terra della gente Calvisia.
Si deduce quindi che le chiavi nello stemma del paese furono
introdotte solamente dopo il 1600, in seguito allo studio
del saluzzese Agostino della Chiesa, quando probabilmente
fece la sua apparizione anche la "C" in nero ed
anch'essa ha sapore saluzzese, in quanto 1 'iniziale del nome
del paese nello stemma comunale è propria delle terre
dell'antico marchesato di Saluzzo (Saluzzo stessa, Carmagnola,
Racconigi, ecc.), mentre difficilmente la si vede comparire
altrove.
L'attuale stemma di Clavesana fu probabilmente concepito o
da mons. Agostino della Chiesa o da qualche dotto che conosceva
i manoscritti dello stesso e molto facilmente prima del 1600
Clavesana issava sul proprio gonfalone solamente l'azzurro
e l'oro degli antichi marchesi aleramici.
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