Prima della conquista
romana il territorio di Clavesana (come press'a poco tutta la
provincia di Cuneo) era abitato dai Liguri Bagienni, che avevano
per capitale "Augusta Bagiennorum" situata sulla roncaglia
tra l'attuale Benevagienna e Narzole.
I Liguri, che a quell'epoca abitavano quasi tutto il Piemonte
meridionale e la Liguria, erano popolo agreste forte e bellicoso,
forse di origine celtica. Resistettero assai a lungo alla penetrazione
dei Romani i quali, per sottometterli, dovettero condurre contro
di loro durissime guerre di sterminio.
Le Langhe rappresentavano una via importante di transito fra
la Liguria ed il Piemonte meridionale di qui era passato due
secoli prima dell'era volgare Magone, fratello di Annibale,
con un esercito di dodicimila fanti e duemila cavalli e per
la stessa via un popolo affine ai Bagienni, quello dei Liguri
Inguani, ricevette notevoli aiuti dalle popolazioni che abitavano
sulla riviera ligure durante la guerra del 181 a. C. condotta
contro di esso dal console Paolo Emilio.
Per impedire che si potesse giungere ad un'unione di forze tra
le varie tribù liguri, il console Quinto Fulvio Fiacco
intraprese la conquista del Monferrato, della pianura del Bormida
e Tanaro, dell'altopiano di Cuneo. In seguito (173 a. C.) il
console M. Pompilio Lenate intraprendeva una feroce campagna
contro i Liguri delle Langhe: ne vennero trucidati ben diecimila
e molti altri fatti prigionieri e deportati come schiavi. In
seguito a tale campagna la regione langhese venne compresa nella
Gallia Cisalpina o Togata.
Dopo l'assassinio di Cesare le Langhe furono attraversate
dagli eserciti di Decimo Bruto e Marco Antonio che volevano
avvantaggiarsi l'uno sull'altro giungendo prima a Pollenzo,
allora importante nodo di comunicazioni.
Durante la conquista romana, una delle più importanti
vie di comunicazione del Piemonte occidentale con la Liguria
(in particolare i porti di Vado e Albenga) si snodava lungo
la riva sinistra del Tanaro (attraverso Piozzo - Carrù
- Carassone vecchio - Pascomonti - Niella - Lesegno - Ceva
da dove si diramava per Mombasiglio - Priola - Garessio -
Albenga e per Castellino - Pedaggera - Monesiglio - Carcare
- Vado); ma dopo la caduta dell'Impero
Romano, quando sorsero ed acquistarono importanza i centri
di Mondovì e Fossano, questa strada fu completamente
trascurata e i traffici presero nuove vie.
Per raggiungere l'alta Langa e, attraverso questa, la Liguria
furono costruite due strade: una, partendo da Dogliani, saliva
verso Belvedere, l'altra, partendo da Carrù, scendeva
a Clavesana e, passando presso la località Garino si
congiungeva vicino a Belvedere con la diramazione che giungeva
da Dogliani.
In località Garino, su un preesistente borgo rurale
romano, si insediò un convento di monaci i quali furono
probabilmente tra i primi a disboscare le colline clavesanesi
e ad impiantarvi i vigneti.
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